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5月29日 In Viaggio, pt. 3: "Non sarà un'avventura"Il treno scorreva su quei binari rosso ruggine, strade ferrate dai confini invalicabili, scorreva portandosi via storie di vita e note di canzoni, stazione-stazione stazione-aereoporto aereoporto-aereoporto aereoporto-stazione, e non c'era modo di uscire da questo cerchio tracciato intorno, le linee accecanti dell'esistenza-strada-biglietto di ritorno al paese della Realtà.
La Realtà mi aspettava col suo sorriso beffardo, aveva una stella sulla fronte ed il corpo di ossidiana, ali d'angelo per avvolgere o, forse, soffocare.
Il treno correva sulla sua via immutabile, si allontanava rapido, si allontanava da quella sospensione bolla di sapone fluttuazione sospesa, in continuo movimento -dio, a malapena riesco a leggere le lettere che disegno sulla carta- quel continuo movimento di corse di follia, sfrecciavamo in autostrada italia francia francia italia, e non c'erano i confini, fermarsi anche solo per dire andiamo là, facevamo l'amore immersi nell'erba sotto quel cielo stellato, e la musica gridava, e nuvole di fumo senza coda attorno a noi, fermate di intercambio nella vita di noi due, e tutto così drammaticamente irreale che le nuvole mangiavano montagne, e sdraiati sulla terra da lassù il cielo sembrava più vicino.
Lui cantava, e cantava per noi, e sui suoi accordi di chitarra le voci si confondevano, passato presente futuro, dicevo questo non è reale, e cantavamo in sospensione tra i sorrisi della gente di strada che poi strada in fondo non è, sentieri sterrati dimensioni parallele, i testi salivano dal mondo dei ricordi e vite da scrivere, come quelle note che ascoltavo, dentro i padiglioni ci amavamo di nascosto ritagliando un angolo che fosse solo il nostro,
come quella totale follia fatta di calore e di respiri, intercambio corrispondenze destino tra quei maledetti treni arruginiti e la loro cinica, fottuta realtà.
5月21日 Plaça Reial through 69 eyesEravamo fermi in disparte. Lei, poggiata contro l'albero e gli occhi lucidi, io con la sigaretta ben distante, che ora che aveva appena smesso di fumare grazie a lui non volevo metterle psicologiche pressioni.
Mi guardava, sorrideva, dio quanto sorrideva. Sussurrava "E io che pensavo che la mia storia fosse cosí bella ..." . Io la guardavo con tenerezza. Lo è, le dicevo, lo è...
Lei non sapeva come uscire. Se dalla discoteca o da una vita spenta, la risposta la sappiamo io e lei. Lui le ha detto "Con Me". Io che ero di fronte alla prova piú difficile e divertente di tutta la mia vita, quella che probabilmente qui non racconteró.
E arrivarono allora. I colori, a precipitati addosso mentre il mondo succhiava via i nostri, mentre le persone, io nella insita bontá della gente non ci credo e non ci crederó mai, tentavano di dipingerci di grigio.
Lei mi guardava e quasi piangeva, io poco dopo avrei fatto lo stesso, io che solo un anno fa non ci sarei mai riuscito.
Guardavo le bolle di sapone fluttuarmi intorno e lei riusciva a farne di doppie, due sfere colorate unite per il medio, e a pensarci dopo c'era qualcosa di Magia in tutto ció, due cerchi fusi in uno, metafora meravigliosa di questa folle Primavera.
Lá fuori il mondo si fermava. Le persone, indaffarate, affrettate, erano solo macchiette bidimensionali, manichini senza capo, coda o pensamenti, scorrevano tutt'attorno senza muoversi affatto giacché il centro della terra intera era il nostro piccolo gruppo di amici, oserei dire sinceri.
Luca con le mani nei capelli, Marco che gli diceva come fosse partito male -riuscendo peró a diventare l'incarnazione dello Spirito Erasmus- , contemporanea versione del cigno e del brutto anatroccolo. Benjamin che infieriva, "Piangerai cosí tanto che dovrai azionare i tergicristalli", diceva.
Luca che si rimproverava di non essere arrivato prima. Io che gli rispondevo che se fosse venuto a Settembre sarebbe tornato ad Aprile. E non avrebbe conosciuto lei. Al mondo non c'è nulla di casuale, dicevo. Lui sorrideva, è vero, ci stringevamo, forte.
Buon ritorno, amico mio. E se ti verrá da piangere davvero, lungo la strada, chiamami.
E se qualcuno ti chiede perché piangi, rispondi che il cuore di un uomo non è cosí grande da poter contenere tutto quello che puó darti la Vita, quella vera.
Paris Kills. Barcelona tambien.
5月15日 Milano a Quaranta GradiA volte esistono posti con cui si riesce a trovare una sintonia immediata, tale per cui ogni volta che vi passi attraverso sai che sarà l'inizio di un'avventura indimenticabile
A volte ci si sente stranieri in patria, e i sorrisi e i regali che si ricevono arrivano dalle persone di passaggio
A volte non si riesce a parlare la propria lingua materna per ore
A volte, ascoltare le storie di tre folli viaggiatori può essere più interessante che delirare in discoteca
A volte lenzuola bianche a contatto con la pelle hanno una freschezza tutta loro, e un albergo ad una stella vale infintamente più di una Suite
A volte il sentimento, quello vero, toglie l'aria
(A volte è bello anche soffocare)
A volte non c'è cura più piacevole del semplice calore umano
A volte il tempo scorre in modo strano, e le settimane sembrano anni interi per scomparire al primo sguardo, e le ore fluiscono rapide fino all'alba
A volte la vita che si sveglia fuori da una finestra ha un che di sconvolgente
A volte anche Confucio ne diceva una giusta
A volte ci si può sentire unico anche soltanto per l'ovvietà di un viaggio alla pari
A volte una voce diventa soltanto un brusio di sottofondo, e ci si rende conto di quanto valga poter ascoltare
A volte stare male ti regala delle ore di vita in più,
Una sola goccia di sangue può contenere tutta un'anima
E un soffitto diventare un'intera volta stellata
5月7日 Sette anni dopo"Bene. Avevano deciso che un giorno sarebbero andati a Parigi insieme, i nostri due pirati - occhiali da sole e facce allegre da gita sulla banchina della Gare de Lyon . Io me li vedo . Potrebbero anche farlo, un giorno.
E allora, perché i suoi occhi sono così - come dire - sono così lustri, mentre per l'ultima volta scende come un Girardengo appena un po' piu basso e rock lungo via Codivilla ?
Cos'altro fa il nostro matto, piange ?
Non lo sa neanche lui.
Certo che pedala da dio, a vederlo dalla telecamera dell'elicottero. E che appiombo. Non male, vero ?
Comunque no, mica piange. Ha solo gli occhi un po' lustri per via dell'enorme velocità, è chiaro.
Okay. E' anche perché quel figlio di puttana del piccolo principe ha addomesticato la volpe. [...] Magari sta giusto pensando che determonate cose, nella vita dell'Uomo, possono succedere una volta sola. Sì, insomma, potrebbe farlo.
Di sicuro ha in mente questa ragazza che crede ancora che le persone siano quasi tutte buone. Vive praticamente in una casa in mezzo al bosco ed è venuta a salutarlo all'aereoporto, un giorno. E poi ha in mente quella volta al telefono, che il vecchio Alex credeva fosse la tal persona e invece era la madre. Di quella tale, intendo.
E ci sono anche tutti i pomeriggi passati sull'erba del giardino di una certa ragazza, una mezza pirata, ad ascoltare musica e parlare e
Comunque no, non piange mica. E poi è un Girardengo, kazzo ...
Diobbuono cosa fila, adesso.
Ehi, dico, ma lo vedete ?
Ma sì, ma sì, lasciamolo correre questo ragazzo, e date retta al sottoscritto che lo conosce da sempre. Se ha gli occhi un pochino lustri, è per via che il vecchio Alex, quando fila come il vento " 5月3日 El Cielo Sobre Barcelona : A Volte RitornanoAprivo gli occhi : il mare, calmo, nero, rifletteva il chiarore di quella Luna Piena nel Cielo Senzastelle, quella Luna grande e così bassa da toccare quasi l'orizzonte. Lasciavo andare lo sguardo attorno, la città, sconfinata, si stendeva ai nostri piedi. Potevo quasi sentirle, quelle note di flamenco, quel vociare allegro e gentile di giovani, vecchi, bambine dagli abiti colorati, personalità completamente folli.
Quelle note di flamenco che ci avrebbero visti, ballerini improvvisati, a dare il nostro, consueto, tocco di surrealtà.
Il mondo girava tutt'attorno, tenevo gli occhi aperti quanto potevo. A testa in giù. Un brulicare di forme e movimenti.
E poi su, giù e ancora su ...
Spalancavo gli occhi di nuovo. L'aria, violenta, sul volto. Il vento sparato sul corpo in caduta libera. E' stato in quel momento che mi sentivo Aria io stesso, io che se ho un sogno irrealizzabile è proprio quello di volare, la libertà senza confini, la completa tridimensionalità.
E allora volavamo, sulle ali delle emozioni, sulle ali dei sentimenti, tra gli occhi benevoli di tutta quella gente che ci amava con lo sguardo, ci sorrideva, facendoci regali, regalandoci applausi, o guardandoci - con quel misto di tenerezza, stupore, simpatia, come quando incontri qualcosa o qualcuno di così bello che ti auguri il mondo non riesca a rovinarlo, e non importa quanto fugace possa essere il tuo contatto con l'evento in questione, ma te ne vai sorridendo, e dentro di te ti auguri che la sua vita la tristezza non la conosca mai.
Tutt'attorno era un vortice, e non c'erano più vertigini né claustrofobia, che anche quel momento era semplicemente unico e volevo assaporarlo istante per istante, senza parole, te lo spiego dopo ...
Barcelona era la stessa di settembre, eppure da lassù quante differenze saltavano fuori, quanta strada avevo percorso, quante cose avevo trovato, quanto di me avevo incontrato, ed è vero, tutte le stronzate fatte nella vita acquisivano un senso, per quanto ti abbiano sballottolato, lasciato con la testa tra le mani e le braccia sulle ginocchia, seduto su un letto col pavimento che gira, per poi stringere i pugni e dirsi che no, che nulla aveva significato, che un senso non ce l'avevi neanche tu. Adesso tutte quelle esperienze confluivano insieme, tasselli di un puzzle a volte indecifrabile, a volte doloroso, a volte così, semplicemente, stupendo.
E' la Ruota, è la Ruota delle infinite possibilità che gira impazzita, tra un milione di destinazioni possibili, per portarti incontro a quel Destino che avevi sempre sognato, e credevi che non avresti saputo costruirti mai.
Do You Love Him?
And do You Love Her?
Be Happy ...
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