| StarLesS 的个人资料Senzastelle照片日志列表 | 帮助 |
|
7月27日 Ritorno a CasaSono passati undici mesi. Undici mesi da quando ho lasciato questa casa, questa città, queste atmosfere e questi volti. Undici mesi in cui la mia vita è cambiata, undici mesi in cui ho camminato attraverso sentieri intricati e stradoni lastricati.
Ho conosciuto l'amore e il dolore, la gioia più intensa e la malinconia, dolce compagna. Ho costruito e disfatto la mia vita un'infinità di volte. Ho avuto voglia di mollare tutto e di ricominciare da capo. Ancora. e Ancora.
Sono partito, per certi versi per sempre.
E adesso che sto tornando, fosse anche solo per una settimana, la sensazione è a suo modo completamente nuova.
Ho avuto una vita, altrove.
E l'infinito che si agita dentro mi fa tremare, e le sensazioni salgono agli occhi. Sussurrando, mi chiedono.
"Possiamo uscire?"
A modo mio sorrido.
Mi guardo intorno, non c'è nessuno.
"Sì, potete."
E le note degli Afterhours scorrono. Rischiano di bagnare una lettera, la porto sempre con me.
E le strade si dipanano, ancora una volta. Carico sulle spalle il mio zaino da viaggio. Mi chiudo una porta alle spalle.
Addio. Arrivederci. Benritrovati.
Meravigliosa, pazza vita.
Sono nella casa dove abitavo da bambino Riconosco ogni oggetto La disposizione dei mobili, i colori La luce era diversa negli anni settanta, ho riconosciuto anche quella Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi anni nessuno Abbia toccato la mia roba C'è un'intera brigata dell'esercito britannico li dentro Rosa Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l'attacco imminente Ma l'attacco non avverrà mai Il divertimento per me era disporre i soldatini come se dovessero affrontare un ingaggio particolare, E poi, senza che nulla avvenisse, cambiare la disposizione Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa L'ufficiale ha il braccio teso davanti a se mentre sta per prendere la mira La testa piegata verso l'alto mi guada implorante: "vado?". Ho richiuso il cassetto Ho setacciato tutta la stanza in cerca di quello che avevo lasciato Ho trovato tutto meccanicamente come se non avessi bisogno di ricordarne la posizione Devo aver fatto un bel casino perchè mia madre è entrata Giovane e bellissima Rideva Mi ha preso in giro Una strana calma, una calma enorme Non so cos'è Ma non ho mai pianto tanto come al risveglio Ho rifatto il percorso che mi portava dalla scuola alla casa dei miei La prima volta dpo venticinque anni C'è una sensazione che non ho mai più provato Non abito più lì da sempre Ho avuto una vita Altrove E' solo una stupida villetta con uno sputo di giardino, ma sarà la prima cosa che comprerò Quando sarò ricco 7月25日 Epitaffio
Avviso tutti i miei lettori che se non hanno notizie di me nell'immediato futuro è per un semplice motivo. 7月16日 La Sigaretta StortaIn due giorni mi han parlato due volte di scene particolarmente Surreali. Due persone che non si conoscono tra loro. Entrambe han detto che quelle situazioni, erano mie. Una ha detto che mi ha pensato, mi piace credere con una punta di nostalgia. L'altra mi ha scongiurato di non infettare con il virus del Surrealismo anche lei. Mi ha fatto sorridere. Il tramonto, viola, dall'orizzonte di San Luca. Una giornata in sé un po' malinconica.
E allora recupero un intervento, scritto qualche tempo fa e lasciato lì, nel dimenticatoio. Come molte delle mie idee. Sono pur sempre quello dei mille progetti mai andati in porto. Inaffidabilità, l'han chiamata. Non so che nome abbia, ma io amo essere così.
"Matt si sposa. Matt tra due anni al massimo sarà padre. Parlavamo, io seduto sul cofano di una punto, lui ondeggiava a cavallo di una bicicletta. E non c'era carriera che fosse poi così importante, né fama, né ricchezze, quando credi fortemente nella famiglia e nella persona che hai accanto . La differenza tra amore e innamoramento. La differenza tra uomo e donna. E' bello parlare di questi temi quando è notte ed il tuo amico ha bevuto qualche birra di troppo.
E' bello anche stringersi forte la mano e dirsi reciprocamente In bocca al Lupo. Probabilmente, ce ne sarà bisogno. Matt se ne andava pedalando e non so nemmeno se sia poi riuscito a raggiungere casa, in quelle condizioni. Io finivo la mia sigaretta. E quella sigaretta di solo due settimane prima la stringevo tra le dita, e i temi erano probabilmente un po' diversi, e nell'aria c'era la stessa malinconia, la stessa tristezza, la stessa commozione. Io la guardavo, quella sigaretta storta, quella sigaretta che avevo arrotolato con tanta cura ed inevitabilmente si inclinava da un lato. Era passato un anno. Un anno intero. Ed io, ancora, non sapevo rullare. Io fissavo Marco. E' così che è stato il mio Erasmus, dicevo. Il mio Erasmus è una sigaretta che cerchi di imparare a dominare, e non ce la farai mai. Il mio Erasmus è stato imperfetto, il mio Erasmus è stata una sfida continua, una lotta contro il mondo che ti spinge giu da un lato quando non cerca di raddrizzarti, e tu ostinatamente in piedi faccia al vento. Avevo imparato tante cose che mi sembrava di tenere in mano il mondo intero -Vado in Erasmus in culo al mondo, torno e ho capito i segreti dell'Universo- e alla fine, all'atto pratico, la mia sigaretta era storta esattamente come dieci mesi prima. Ed allora forse non avevo imparato davvero nulla, ed allora forse non c'era davvero nulla di diverso. Ed allora per cosa avevo combattuto così tanto ? Per cosa avevo riso, pianto, sofferto, parlato, scoperto ? Lei, la sigaretta, mi guardava, con sfida, forse -persino- con una punta di tenerezza. Una torre di Pisa tra le mani. E penso a tutti i mondi impossibili che ho creato in questi mesi. C'è un me che è rimasto in Spagna, c'è un me che si specializzerà a Londra, c'è un me che quella sera entrò nel Santa Locura, c'è un me che se ne è andato in Portogallo, c'è un me che a Novembre ha mollato tutto ed è tornato in Italia (ma non credo l'abbia fatto, alla fine), c'è un me che ha lasciato Medicina, c'è un me che ha intrapreso definitivamente la carriera del Teatro, c'è un me che è rimasto a Sitges, c'è un me che le tedesche non le ha conosciute mai, c'è un me che non ha fatto il prolungamento, c'è un me che è rimasto tutto Luglio. C'è un me che adesso sa che cos'è la felicità, c'è un me che ancora non ha capito cosa vuole davvero dalla vita, c'è un me che non si fida più di nessuno -e quando mai si è fidato di qualcuno ? - , c'è un me che si è avvolto nel ghiaccio, c'è un me che si è sciolto nel fuoco, c'è un me che ha mandato a fanculo tutto il mondo e un me che il mondo ha imparato ad amarlo. E poi c'è un me che ha provato a volare, e da dove è adesso si diverte a guardare tutti gli altri Sé dimenarsi ancora come animaletti in questa vita senza senso, e probabilmente la scelta che ha preso in fondo lo soddisfa. C'è un me per ogni Destino Impossibile. E un me che le sigarette ha imparato a rullarle per davvero. Matt scompare dietro l'angolo. Io guardo le nuvole di fumo che salgono al cielo, in questa notte immobile. E l'unica cosa che mi viene da pensare, è che sia giusto che sia andata così. Che quella sigaretta sia ancora storta, che tra tutti i mondi Impossibili che ho elencato non sia facile indovinare quale sia il mio. E' questa la mia vita. Quella che probabilmente nessuno, me compreso, capirà mai sino in fondo." 7月11日 Ventiquattro, pt. 2Esistono singoli giorni per cui vale la pena vivere una vita intera. Istanti che, impressi nella memoria, resteranno per sempre indelebili.
Allo stesso modo, esistono giorni capaci di cambiare il corso della tua esistenza. O forse, chissà, soltanto farti sentire meravigliosamente bene. Anche se, allora, non avevi alcuna coscienza di ciò. Anche se allora non potevi prevedere le trame del destino. Anche se allora la tua vita era rivolta , o forse indirizzata, verso luoghi e volti completamente differenti.
Ma non è questo l'importante, ossia cosa o dove tu fossi al tempo, quanto che l'evento in questione sia accaduto. E che lo scorrere della fiumana e delle realtà te l'abbia portato in dono.
In questa stessa notte, venti e oltre anni fa, uno di quei singoli giorni prendeva forma.
Nel mio personalissimo modo, lo ringrazio.
|
|
|