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8月24日 Il Palazzo Arcobaleno di AmsterdamNoi si stava lì, sdraiati su quel letto di un oestello sporco dalle scalinate interminabili, accovacciati, avvolti dalle coperte, tracciavamo linee immaginarie che demarcavano il nostro dal resto del mondo- di là, lo squallore, di qua quell'intimità che sapeva essere solo e soltanto nostra
Là fuori la terra scivolava in sospensione, di nuovo tutto acquistava forme indistinte e mutevoli, le città una dopo l'altra scorrevano e noi lassù, un Universo raccolto in un abbraccio, e quella sensazione di non appartenenza
E sembrava davvero di vivere una di quelle storie da libro, lui e lei e le birre e le sigarette e il fare l'amore sino a mattina, respirare l' Oppio sulle Nuvole dei respiri di un orgasmo, e la pace dei sensi, e il senso della Vita, e le sigarette, e le birre, e il passato che ritorna, e le parole, e l'amore, e
E noi si stava lì pelle contro pelle, l'incastro perfetto e i fumi della marijuana seccavano le labbra dando quella meravigliosa sensazione di adesione che non sarebbe più andata via, quel nodo viscerale che ti prende a staccarti dall'altra anche solo per ordinare un cappuccino, noi -si diceva- ci baciavamo con lentezza, e cristo, mi sembrava di baciare il mio alter ego femminile, e forse erano i giochi delle ombre o forse il thc o forse il senso dell'amore ma in quel momento Lei mi assomigliava davvero
E noi facevamo l'amore e l'energia passava da pelle a pelle - dio, ora so cos'è il Tantra- le stesse identiche visioni nella testa, e io e lei seduti, a riassaporare quell'emozione che sai percepire goccia a goccia solo quando ami per davvero, ami con sintonia, ami con simbiosi
Io e lei seduti, io le passavo le mani a tre centimetri dalla pelle e lei sapeva sempre dov'ero, che l'energia, il calore umano, lo sai dare anche senza averlo praticato, lo sai percepire anche senza vederlo, senza toccarlo, quando due anime diventano Una, e il mondo là fuori, quel mondo fumato che barcollava rallentato era solo un'ombra, adesso Amsterdam, adesso Londra, adesso Barcelona, adesso più nulla
E probabilmente fuori da quella finestrella inclinata a metà il mondo cambiava davvero, scorreva rapido, portando la nostra stanza via per chilometri e chilometri, e il nostro amore a viaggiare per città lontane e mai afferrate, e chi se ne importava, che la nostra casa era il nostro corpo, un'entità sola capace di sentire con i sensi dell'altro, e avrebbero potuto lasciarci ovunque che ci sarebbero bastate le parole, e le sigarette, e le sensazioni, e trovarci sorpresi dal sole che sorge ancora immersi in quel meraviglioso Nirvana che è percepire l'Amore
8月19日 In Viaggio pt. 5 - PrologoSono tornato dal mio Interrail, o da quel che potrebbe esserne la prima parte. Ma questo si vedrà poi.
Non starò qui a raccontare tutto quel che è successo, non ora almeno, non è ancora il momento.
Per chi volesse saperne di più, o semplicemente conoscerne i dettagli, può scrivermi qui
Un saluto 8月7日 RipartireSdraiati sul letto, una finestra aperta, uno sguardo distratto sul mondo non mondo che sta al di là
Sospesi in un piano fittizio, avvolti dalle nuvole, sembrava la pagina di un libro. Là fuori la vita svaniva, dormiva, chissà cosa sognasse. E noi a quel davanzale, una sigaretta accesa, un bacio, una parola sentita, a sentire il vento sulla pelle nuda in quel silenzio irreale.
Sembrava davvero che esistesse quella finestra soltanto, e di là il nulla, o forse un mondo che è fatto di stelle lune e tramonti, di giorni che ti colgono all'improvviso quando non te lo aspetti, e alzi la testa e sussurri di già ?
Sembrava davvero di stare al confine sottile della realtà dalla fantasia, due corpi che chiedono alla vita soltanto il calore dell'altro. E chissà, magari guardando la terra che si stendeva sotto di noi avremmo capito che non erano più le stradine di San Marino quelle sotto di noi, ma ricordi, visioni, surrealismi, o addirittura l'oblio, come quei giorni in cui non ti ricordi chi sei, e cosa facevi in un certo periodo della tua vita, e hai soltanto un gran mal di testa, e lasci scivolare via tutto, così ci immergevamo nel profondo di noi stessi, e di tutto ciò che era fuori importava soltanto la brezza, le stelle, la luna, i tramonti.
Un saluto a tutti. Il mio Interrail parte domani. Prima tappa Monaco di Baviera. O Ginevra. Non lo so.
A presto |
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